Anni 80: eccesso o anticipazione del futuro?

Anni 80… gli indimenticabili!!!

Parliamo proprio di loro, gli anni di una generazione di sognatori, la prima cresciuta con i miti della televisione.

Non sembra siano passati quasi quarant’anni perché tutto ritorna, cambiato, migliorato o peggiorato (dipende dai punti di vista), ma comunque l’eco degli anni 80 irrompe prepotente nel presente.

È stato il decennio della grande musica pop, da Madonna a Michael Jackson, che lancia il suo brano cult Thriller con un videoclip che non è solo un insieme di immagini ma una vera e propria coreografica, aprendo le porte al concetto di video musicale moderno; il decennio dei varietà come Drive In e delle showgirl come Heather Parisi, che iniziano a far sognare gli adolescenti, insieme all’uscita di uno dei film più emozionanti e coinvolgenti della storia del cinema, Dirty Dancing.

E’ anche il periodo del Walkman (chi non ha mai riavvolto una musicassetta con la Bic?), che presto ha lasciato il posto ai Compact Disc; il tempo dei pomeriggi a giocare a pallone in cortile, agli appuntamenti in piazza con gli amici; del resto senza smartphone non si poteva che avere fiducia nel prossimo o, forse, eravamo tutti solo un po’ più puntuali!

Negli anni 80 si dava più importanza all’apparenza che alla sostanza, è il periodo degli eccessi in ogni ambito, la moda, il trucco, le acconciature: le spalline, i jeans a vita alta, gli ombretti dai colori fluo e dalle linee ben definite, gli accostamenti di abiti dai colori audaci; mentre al cinema c’è l’esaltazione degli effetti speciali con l’uscita del film Ritorno al Futuro. Anche nel mondo della grafica regnano i colori fluo, con il viola dominante, insieme a raggi laser e scritte al neon, insomma tutto ciò che è di matrice futuristica.

Ma, come per vestiti e acconciature, anche il design ciclicamente ritorna e il Modern Retrò oggi riprende molti di quegli elementi: le scritte enormi, i colori che ricordano luci al neon, l’utilizzo di pattern geometrici e di grafiche mono-tono, provocando un senso di inevitabile nostalgia in chi ricorda quel periodo.

Insomma, cosa resterà di questi anni 80? Forse tutto.

 

Articolo di Giusi Giada Bellino

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