Difendersi dalle fake news con la responsabilità!

Piattaforme di fact checking, iniziative istituzionali nazionali e comunitarie, addirittura un “vaccino digitale” made in Cambridge University; difendere gli utenti dalle fake news è, oggi, un tema di grandissima attualità. Ed è giusto che sia così visti i numeri che emergono delle ricerche in materia.

 

“Allarme fake news in sanità – si legge sul sito del Censis che sull’argomento ha realizzato a fine 2017 una ricerca –  Sono 15 milioni gli italiani che, in caso di piccoli disturbi cercano informazioni sul web. Ma 8,8 milioni sono stati vittime di fake news nel corso dell’anno”. E tra le iniziative messe in campo in ambito medico l’attivazione del portale Dottoremaeveroche, nato su impulso della Federazione Nazionale degli Ordini dei Medici Chirurghi e Odontoiatri, e quella del sito ISSalute, una sorta di enciclopedia digitale promosso dall’Istituto Superiore di Sanità.

 

Ed è, poi, recente la notizia della stretta UE anti bufale. “L’Unione europea procede nella lotta contro la disinformazione sul web – si legge in un articolo su Sky TG24 – Le regole delle buone pratiche per i social restano volontarie. Nascono la piattaforma per fact-checkers certificati e un forum di coordinamento. A fine anno si deciderà se servono leggi ad hoc”. L’adesione al codice di buone pratiche sarà su base volontaria ma “la Commissione Ue monitorerà l’attuazione del codice di condotta e valuterà se sarà necessario adottare una vera e propria legislazione per combattere le fake news, anche in vista dell’appuntamento chiave delle elezioni europee del 2019”.

 

Eppure, al di là della sacrosanta lotta alle notizie false, quelle architettate e diffuse con precisi scopi manipolatori, il web resta un luogo incerto e complesso, soprattutto per chi non ne conosce regole e dinamiche. Ecco perché il principio fondamentale resta comunque la responsabilità, seppur declinata su scale di valore diverse: etica per i professionisti della comunicazione, deontologica per i giornalisti, personale per gli utenti.

 

Navigare consapevolmente è fondamentale per non essere tratti in inganno dalle fake news o anche, più semplicemente, da errori o inesattezze. Ricercatori, scienziati e comunicatori sono, infatti, d’accordo nel ritenere che la lotta alle bufale passi attraverso la formazione degli utenti e lo sviluppo dello spirito critico. In certi casi sarebbe sufficiente leggere con più attenzione o anche solo… leggere!

 

Un esempio su tutti è quello attualissimo della privacy. “La direttiva europea sulla protezione dei dati potrebbe ridurre lo spazio per questo mercato – si legge in un articolo del Sole 24 a proposito della nuova direttiva sulla privacy e del marketing dei dati personali – a patto però che gli utenti della rete leggano con attenzione le avvertenze per l’utilizzo dei dati, invece di cliccare su “accetta e continua”, come accade nella stragrande maggioranza dei casi”.

 

Insomma, per difendersi dalle fake news è necessario un uso consapevole e responsabile del web e dei suoi strumenti. Esistono diversi suggerimenti che possono aiutare ad orientarsi nello scegliere le proprie fonti. Ed ecco un utile decalogo redatto dal magazine Family Health con qualche nostra integrazione:

  • diffidate delle fonti anonime, controllate che l’autore dell’articolo sia indicato o che la fonte sia comunque autorevole o accreditata (può essere d’aiuto in proposito la pagina “About us”);
  • verificate le credenziali di chi scrive o della piattaforma su cui state navigando,
  • non fermatevi al primo articolo individuato al termine di una ricerca ma confrontate quanto letto con altre fonti per cercare conferme;
  • verificate che quanto indicato nell’articolo non sia frutto di opinioni personali ma che sia accompagnato da riferimenti bibliografici o sitografici;
  • controllate che esistano dei link (a cominciare da quelli che rimandano alle fonti indicati nel punto precedente) dove il lettore ha la possibilità di verificare la veridicità di quanto letto;
  • verificate se esistono eventuali conflitti di interesse tra quanto indicato nell’articolo e l’autore o il proprietario del sito web;
  • verificate che sia presente una data di pubblicazione e/o modifica che aiuti a contestualizzare temporalmente quanto esplicitato nell’articolo;
  • verificate che le informazioni contenute siano frutto di diversi punti di vista e che mettano in campo voci differenti, magari intervistando personaggi che hanno opinioni diverse in materia;
  • verificate la presenza di un indirizzo di posta elettronica o di altri strumenti di comunicazione per contattare l’autore o il proprietario del sito al fine di ottenere eventuali chiarimenti/approfondimenti;
  • nel caso in cui il sito web preveda la gestione dei commenti da parte dei lettori, sincerarsi che le norme che regolano la privacy siano correttamente applicate.

 

Articolo di Sara Poletto

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